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Confronto vino biodinamico e biologico

Il vino biodinamico non è biologico: le principali differenze

Il vino biodinamico è un prodotto sempre più richiesto sulle tavole degli italiani.

Che sia la moda del momento o un fatto sostenuto da motivazioni forti e durature nel tempo, lo scopriremo soltanto nei prossimi mesi.

Per completezza, nel prosieguo dell’articolo esamineremo che cosa significa “vino biodinamico” e quali ne sono le origini e le caratteristiche principali.

Cosa vuol dire vino biodinamico?

Un vino viene definito biodinamico nel momento in cui sia stato prodotto con uve trattate con un metodo agricolo particolare, definito appunto biodinamico.

L’agricoltura biodinamica è un metodo per la coltura dei prodotti agricoli simile all’agricoltura biologica, in quanto ne condivide i principi fondamentali ovvero il divieto di usare fertilizzanti e pesticidi di origine chimica.

Differenze tra agricoltura biodinamica e biologica

Questo tipo di agricoltura, nato nel 1924, è stata concepita dalla ingegnosa mente del medico e pedagogista Rudolf Steiner: fai attenzione, biodinamico non vuol dire biologico!

La differenza principale tra agricoltura dinamica e biologica consiste nel fatto che quella biodinamica è un’agricoltura che segue i cicli lunari sia nella fase di semina che di lavorazione dei campi.

Inoltre è rigorosamente vietato l’uso del trattore perché “tutto deve procedere secondo natura”: questo significa che i prodotti biodinamici vanno coltivati con l’aratro e secondo i meccanismi di fertilizzazione autonoma della terra.

Pertanto il vino biodinamico nasce dalle uve che vengono coltivate seguendo i suddetti principi biodinamici.

Fasi di produzione

fasi produzione vino biodnamico

Le uve usate nella produzione dei vini biodinamici vengono coltivate seguendo il calendario lunare: le fasi della luna infatti scandiscono l’intero processo che porta al prodotto finale.

La fase di semina e di raccolta dell’uva avvengono secondo i ritmi del calendario lunare e anche il travaso e l’imbottigliamento dei vini biodinamici seguono la stessa sorte.

Nella fase di fermentazione del vino biodinamico non si aggiunge alcun lievito esterno, questo lo rende un vino totalmente naturale, senza elementi chimici estranei né nella fase di produzione né in quella iniziale di coltivazione.

Qualità e caratteristiche

caratteristiche vino biodinamico

La qualità del vino biodinamico è all’altezza della sua preparazione, al gusto infatti è evidente che si tratti di un vino naturale e dal carattere sincero.

Il sapore è molto deciso, profondo, che cattura immediatamente chi lo degusta e ne coinvolge tutti i sensi, in un’esperienza che riconcilia l’uomo con la natura.

Se non bastasse, i vini biodinamici hanno valori nutrizionali migliori e risultano più salutari per l’uomo: in questo senso gioca un ruolo cruciale l’assenza di elementi chimici.

Chi certifica il vino biodinamico in Italia

Ma chi decide se un vino è biodinamico o meno? E sulla base di quali regole?

L’ente che certifica i vini biodinamici italiani è l’associazione Demeter, mediante la propria assemblea nazionale, sulla base del disciplinare italiano di produzione.

Il disciplinare italiano, garanzia di qualità

Il disciplinare italiano di produzione dei vini biodinamici è una garanzia per la qualità del vino, infatti i suoi standard sono molto superiori rispetto a quelli fissati dalla Demeter International nel 2008, che regolamenta la produzione dei vini biodinamici all’estero.

Ecco quali sono le regole principali del disciplinare del vino biodinamico:

  • la raccolta dell’uva deve essere esclusivamente manuale;
  • si possono usare solo lieviti indigeni (naturali);
  • non si può aumentare la gradazione alcolica mediante lo zuccheraggio;
  • non si possono usare prodotti di origine animale;
  • è vietato l’uso dei tappi in silicone.

I tassi di anidride solforosa nel vino biodinamico

Un altro punto fondamentale del disciplinare dei vini biodinamici italiani consiste nella concentrazione consentita di anidride solforosa o SO2.

Infatti il documento approvato dalla Demetra Italia stabilisce norme molto restrittive: il valore massimo di anidride solforosa consentita nel vino biodinamico è minore rispetto a quelli consentiti nel vino biologico.

Ecco il confronto nello specifico:

  • vini biodinamici rossi, valore massimo 70 mg/l;
  • vini biodinamici bianchi, valore massimo 90 mg/l;
  • vini biologici rossi, valore massimo 100 mg/l;
  • vini biologici bianchi, valore massimo 150 mg/l.

 

 

 

 

 

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