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Vino passito friulano

La scelta di un vino oggi è principalmente legata alla ricerca di qualità: se in un passato, non troppo lontano, prevalevano vini tipicamente da pasto, di basso costo e, purtroppo, anche di dubbia provenienza, la viticoltura moderna, per supplire alle richieste dei consumatori, ha sviluppato tecniche di vinificazione e di produzione agraria rivolte all’ottenimento di un alta qualità.
L’esaltazione e la riscoperta di antiche cultivar ha determinato un profondo Rinascimento dell’enologia oggi rivolta ad un pubblico consapevole, informato, in grado di scegliere e ricercare un vino che esalti il momento in cui sarà bevuto, il vino da meditazione.
Nella ristretta famiglia dei passiti si riscoprono oggi vini importanti ma trascurati per diversi motivi.
Innanzitutto per la difficile collocazione ai pasti: il vino passito è indicato solamente nelle esaltazione di un particolare dessert oppure può essere un’ottima alternativa al range dei vini da meditazione?
In realtà il passito friulano è ideale nell’accompagnare non solo torte e biscotteria, ma anche formaggi dal gusto forte, erborinati, oppure tartine al foie gras.
Quindi un apparente limite negli abbinamenti gastronomici.
Da considerare però la bassa resa economica: con 100 chilogrammi di uve si ottengono solamente 23 – 25 litri di vino, una produzione limitata che unita all’alta specializzazione delle tecniche d’appassimento nonché, fatture non sottovalutabile, la scarsa richiesta di vini di questo particolare tipo, alza leggermente i costi di vendita del passito.
Eppure la storia ha reso glorioso il particolare sapore del passito e nel Friuli Venezia Giulia tutt’ora, fortunatamente, rimangono radicati nella cultura vitivinicola locale due importanti vini.
ll Ramandolo ed il Picolit, dalle cui uve si otteneva un vino rinomato già dal XVIII secolo, sono l’eredità importante di una regione votata al vino di qualità, all’interno della quale tradizione e storia non si sono fortunatamente arrese alle richieste del mercato.
Per questi motivi il Ramandolo ed il Picolit, all’interno di piccole produzioni locali oggi in espansione grazie alle nuove consapevolezze di fasce di consumatori esigenti, sono l’eredità di un passato in cui il vino dolce era rinomato nelle ricchi e corti di tutta Italia ed Europa.
La diretta conseguenza di questa rinnovata passione, è la crescente domanda rivolta ai passiti friulani, determinando un incremento delle superfici coltivate, soprattutto nei vitigni di Verduzzo, ideali per la ‘passitura’ del Ramandolo, una diminuzione dei costi per bottiglia prodotta.
Un ultimo grande successo, fondamentale in ambiti di tutela delle minoranze eccellenti della gastronomia tipica di una regione come di tutto il Paese, è la possibilità di porgere un’eredità enologica preziosa alle nuove generazioni di produttori.
Alzate quindi il vostro bicchiere, orgogliosi di sorseggiare due vini preziosi, nelle cui ambrature riflesse nel cristallo, si cela una piccola storia friulana di qualità e tradizione.

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